mercoledì 14 novembre 2012

Comunità di pratica


La comunità di pratica, secondo Etienne Wenger, si basa sull'idea che l’apprendimento consista nel negoziare nuovi significati in un’interazione di partecipazione e reificazione. In tal senso, l’apprendimento diventa un processo essenzialmente esperienziale e sociale che crea strutture emergenti e contribuisce alla costruzione della nostra conoscenza attraverso l’appartenenza a comunità. Wenger analizza due concetti fondamentali per la comprensione di tale costrutto:

  •  pratica:  ricopre un ruolo fondamentale per la comprensione dei fenomeni di apprendimento; viene definita come il “fare all’interno di un determinato contesto storico e sociale”;
  •  identità: al pari della pratica è vista come un costante lavoro di negoziazione del sé in termini di partecipazione e reificazione ovvero come un progressivo lavoro di condivisione e coproduzione di senso, come appartenenza ad una comunità attraverso tre diverse modalità: il coinvolgimento e l’impegno attivo nei processi di negoziazione dei significati; l’immaginazione ovvero la costruzione di un’immagine di noi stessi e del mondo attraverso l’estrapolazione dall’esperienza, l’allineamento ovvero il coordinamento e l’adeguamento reciproco delle prospettive, delle azioni e delle interpretazioni per il raggiungimento di obiettivi più generali; è vista come un percorso di apprendimento nel senso che siamo ciò che sappiamo e abbiamo imparato nel tempo.
Le caratteristiche essenziali che la contraddistinguono sono:

  •  la realizzazione di una intrapresa comune, intesa come tale dai suoi membri e negoziata nei suoi diversi aspetti
  • l’esistenza di un impegno reciproco tra i membri, i quali si sentono legati da una comune identità all’interno di una determinata entità sociale
  • la presenza di un repertorio condiviso di risorse comuni sviluppato nel tempo, ossia linguaggi, stili di azione, sensibilità, modalità ricorrenti di azione e pensiero

In ogni comunità esiste, poi, un impegno reciproco: se sono membro di una comunità, condivido con i miei colleghi una certa identità, dei valori comuni, l’idea che  è necessario aiutarsi reciprocamente, l’interpretazione delle realtà esterne con cui veniamo in contatto, il senso comune dell’azione.
Le comunità di pratica non esistono in natura, sono modelli di interpretazione di realtà sociali che possono contribuire a comprendere meglio e intervenire sulle realtà stesse.
Un aspetto essenziale delle comunità di pratica, dunque, è quello che riguarda i fenomeni dell’apprendimento, da intendersi ovviamente non in termini di apprendimento individuale o di semplice trasmissione di conoscenze ma come apprendimento che fa un tutt’uno con la pratica e con il tessuto di relazioni in cui la pratica è inserita generando opportunità di innovazione. Le comunità di pratica sono quindi un potente fattore di apprendimento; il fatto di essere inseriti all’interno del sistema stesso di conoscenza proprio di un contesto organizzativo, in cui il funzionano delle forme di apprendimento più o meno estese.

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